Mirtillo nero… una bacca piccola ma potente!

Mirtillo nero… una bacca piccola ma potente!

Il mirtillo nero (Vaccinium Myrtillus)  cresce spontaneamente nella zona submontana e montana e si adatta ai climi più rigidi e ostili. I suoi frutti bacchiformi sono in realtà false bacche (come le banane e l’anguria). Questa piccola bacca è un vero portento per la salute del nostro organismo: dal bruciare in grassi in eccesso a migliorare le nostre capacità mnemoniche, ad essere antinfiammatori naturali. Sono inoltre molto versatili: infusi, succhi, estratti, freschi, mescolati in piatti dolci e salati… i mirtilli neri si possono consumare in tutte le salse! Si è rivelato molto utile a scopo terapeutico nel caso si utilizzano le foglie e i frutti raccolti in estate ed essicati. Ma il mirtillo nero può anche essere consumato fresco o usato per preparare deliziosi succhi e squisite marmellate.

Ma vediamo 10 motivi per mangiarli:

1. Sono i re degli antiossidanti

La buona quantità di antiossidanti che contengono, contribuiscono a rallentare il processo di invecchiamento cellulare: le vitamine A e C presenti nel mirtillo contribuiscono alla salute del collagene, preposto alla rigenerazione cellulare della cute. Insomma, meno rughe con i mirtilli o più tardi, come anche borse sotto gli occhi e altri sgradevoli inestetismi, anche grazie alla capacità del mirtillo di mantenere la nostra pelle idratata.

2. Possono abbassare la pressione sanguigna

I mirtilli hanno benefici significativi nelle persone con pressione sanguigna alta (ipertensione), uno dei fattori di rischio delle malattie cardiache.  Considerando che la pressione alta è uno dei principali fattori di rischio di infarto e ictus, le implicazioni sono davvero interessanti e le proprietà del mirtillo possono aiutare.

3. Sono eccellenti bruciagrassi

I catechini presenti nei mirtilli attivano i geni addominali: sono quindi straordinari alleati nella lotta contro il peso.

4. Possono migliorare la memoria

Non ti ricordi se hai chiuso la macchina? Il mirtillo può essere un tuo grande amico.
Le antocianine, potenti antiossidanti, danno al mirtillo il suo caratteristico colore violaceo e bluastro, ma sono anche alleati della memoria, perché incrementano l’attività mnemonica.
Il consumo quotidiano di succo di mirtillo nero porta a un significativo miglioramento delle nostre facoltà mnemoniche dopo sole 12 settimane.

5. Aiutano a combattere le infezioni del tratto urinario

Le infezioni del tratto urinario sono un problema molto comune nelle donne. E’ cosa nota che il succo di mirtilli rossi può aiutare a prevenire questo tipo di infezione. I mirtilli sono molto simili al mirtillo rosso o cranberry e contengono diverse sostanze attive simili a quelle contenute nel cranberry. Queste sostanze aiutano a impedire che batteri come l’Escherichia Coli si attacchino alle pareti della vescica.

6. Aiutano a ridurre i danni muscolari dopo l’esercizio fisico intenso

Un esercizio fisico intenso può portare a dolore e fatica muscolari. Questo è dato, in parte, all’infiammazione locale e allo stress ossidativo nel tessuto muscolare. I mirtilli possono ridurre il danno che si verifica a livello molecolare, riducendo il dolore e migliorando la performance muscolare.

7. Sono antinfiammatori

Mangiare mirtilli può alleviare le infiammazioni, tra cui l’artrite reumatoide e infiammazioni cutanee. Oltre ad essere un antidolorifico, il mirtillo nero è quindi un prezioso antinfiammatorio naturale!

8. Proteggono la salute visiva

Il mirtillo nero migliora la visione notturna e la fatica visiva. Favorisce inoltre la rigenerazione dei tessuti della retina ed è utile anche in caso di disturbi vascolari dell’occhio. Per questo viene raccomandato nel prevenire e combattere le malattie degli occhi. Se vuoi vedere meglio e prenderti cura dei tuoi occhi, bevi tanto succo di mirtillo nero!

9. Contro il mal di pancia

Il mirtillo nero è ricco di sostanze che impediscono lo sviluppo di batteri: per questo è efficace nel trattare disturbi del tratto digerente come le indigestioni o le infiammazioni intestinali. E grazie alla sua azione astringente favorisce la guarigione.

10. Sono un ottimo spuntino

Sono deliziosi, sono piccolini e facili da trasportare: insomma, i mirtilli possono costituire uno spuntino ottimale durante la giornata! Si possono congelare, per poi utilizzarli per impreziosire un’insalata vanno benissimo anche per la colazione e come dessert. E sono decisamente poco calorici.
Insomma, non ci sono scuse: devi mangiare più mirtilli!

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Marmellata o Confettura?

Marmellata o Confettura?

Confondiamo marmellata e confettura, perché nel linguaggio comune le due parole sono considerate sinonimi. In realtà si tratta di due prodotti ben distinti, seppur evidentemente simili.

Ecco la differenza.

La Comunità Europea stabilì, fin dal 1979, che la marmellata è un prodotto fatto di zucchero e agrumi (arancia, mandarino, limone, cedro, bergamotto, pompelmo). Le parti di agrumi utilizzabili sono polpa, purea, succo, estratti acquosi e scorza. La differenza la fa anche la percentuale di frutta usata per il preparato: nel caso della marmellata deve essere almeno del 20 per cento, e invece, per quanto riguarda la confettura e la confettura extra, si parla rispettivamente di 35 per cento e 45 per cento.

La confettura fu definita invece come il prodotto contenente zucchero e polpa (o purea) di tutti gli altri tipi di frutta. La percentuale di frutta non può essere quindi inferiore al 35% (con differenze anche notevoli a seconda del frutto usato), ma sale al 45% nel caso della “confettura extra“.

C’è una terza categoria: la composta. In questo caso si ritiene che la percentuale di frutta non debba essere inferiore ai due terzi. Nella composta lo zucchero aggiunto è sensibilmente minore, così come il conseguente apporto calorico.

Naturalmente tutte le precisazioni fornite qui sopra tornano utili quando ci accingiamo a comprare un prodotto, perché conoscere le nomenclature ufficiali e le normative che regolano la produzione dei generi alimentari è sempre consigliato. Ma poi, ammettiamolo, conoscere la differenza tra marmellata e confettura è una carta da giocarsi per fare la figura di chi la sa lunga con amici e familiari, magari davanti a una bella colazione durante le vacanze estive!

 

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Le patate, amiche della salute

Le patate, amiche della salute

Fritte, al forno, in padella, lesse, in crema: le patate sono una delizia autentica così incredibilmente versatili da soddisfare ogni palato. Non molti sanno, però, che per godere appieno di tutte le proprietà che offrono, bisognerebbe mangiarle con la buccia: il loro rivestimento è una vera e propria riserva di vitamine per il nostro corpo. C’è da dire che il loro contenuto di vitamina C è simile a quello di un’arancia e che sono quasi allo stesso livello delle banane in quanto a riserva di potassio.
Ma passiamo ai 5 motivi per cui non possiamo fare a meno delle patate:

1) CONTENGONO POTASSIO
Sono piene di potassio. Una patata grande, cucinata con la buccia, contiene 1600 milligrammi di potassio, quasi la metà della dosa consigliata in un giorno e 4 volte in più del contenuto di una banana, famosa per essere una riserva di potassio. Oltre a svolgere un ruolo importante nell’idratazione del corpo, il potassio è utile per regolare la pressione.
2) TENGONO IN SALUTE L’INTESTINO
L’arma vincente delle patate sta nell’amido resistente, che è considerato una fibra alimentare perché non viene digerito nell’intestino tenue, raggiungendo il colon praticamente intatto e operando praticamente quasi come fosse un prebiotico, perché non venendo assorbito, è utilizzato dalla flora intestinale. Lo ha dimostrato uno studio della British Nutrition Foundation e dello University College di Dublino.
 Lo studio è particolarmente importante perché è una revisione della maggior parte dei lavori sul tema condotti negli ultimi dieci anni sull’amido resistente.
3) SONO UNA RISERVA DI VITAMINA C
La buccia è poi una valida riserva di vitamina C. Una patata abbastanza grande ha più di un terzo delle vitamine contenute nelle arance. Oltre a rafforzare il sistema immunitario, la vitamina C funziona come antiossidante e accelera il processo di rimarginazione delle ferite.

4) HAI MAI SENTITO PARLARE DI “MANGANESE”?
Il manganese è un oligoelemento, attivatore di numerosi enzimi ed essenziale per la salute dell’uomo. Svolge un ruolo importante nel “processare” le proteine e i carboidrati. Una patata grande può contenerne il 33% della dose giornaliera raccomandata.
5) HANNO UN POTERE SAZIANTE
Le patate sono riconosciute come uno degli alimenti più sazianti in assoluto. Uno studio dell’Università di Sydney ha dimostrato ad esempio che le patate bollite sono sette volte più sazianti dei croissant.

Se consumate con moderazione le patate possono essere alleate della nostra salute. Specie se mangiate con la buccia hanno una buona quantità di vitamine e sali minerali, oltre che di fibre.

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La segale: l’antico cereale di montagna

La segale: l’antico cereale di montagna

Le sue origini risalgono all’età del Bronzo (3500 – 1200 a.C.): un antico cereale che è entrato a far parte della nostra alimentazione grazie alla sua resistenza al freddo ed alle altitudini. Oggi la Secale cereale viene coltivata in diverse parti del mondo come Italia, Francia, Russia e Germania. Da noi viene coltivata, seppur in misura minore, principalmente in Sud Tirolo, Friuli, Lombardia e Piemonte: si adatta bene come l’avena anche ad altitudini elevate e resiste ai climi freddi; cresce in terreni difficili e poveri (steppa, brughiera) e matura in fretta.

Ricco di proprietà nutritive, conosciuto per l’alto contenuto di fibre la segale è utile per l’intestino e la flora intestinale, ma svolge anche un’azione antiarteriosclerotica: da non tralasciare che è l’unico cereale che viene consumato quasi esclusivamente sottoforma di pane.

La segale è adatta per favorire la digestione e ha un ruolo importante nella protezione del cuore e nella prevenzione di diverse malattie cardiovascolari, come l’ipertensione: questo prezioso cereale vanta, infatti, un’azione anti-arteriosclerotica e protettrice dei vasi sanguigni, grazie alla presenza della lisina. Inoltre vanta proprietà depurative e disintossicanti che la rendono alleata di reni e fegato.

La segale è conosciuta anche per i suoi ottimi valori nutrizionali: contiene acqua, carboidrati, proteine, fibre, sali minerali – come ferro, fosforo, magnesio, sodio, calcio, selenio, zinco, rame, manganese e potassio– vitamine – come quelle del gruppo B, la vitamaina A la vitamina E, la vitamina K e la J – e i seguenti amminoacidi: alanina, arginina, acido aspartico e glutammico, glicina, isoleucina, fenilalanina, istidina, leucina, metionina, lisina, triptofano, valina, prolina, serina, treonina e tirosina.

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Semi di lino: un toccasana per capelli e salute

Semi di lino: un toccasana per capelli e salute

Uno studio del Dipartimento di Scienze Naturali dell’Università di Toronto in Canada ha osservato che chi ha inserito i semi di lino nella propria dieta ha un rischio minore di tumore al seno, soprattutto tra le donne in menopausa. La Duke University di Durham in North Carolina ha anche dimostrato che mangiare 30 grammi di semi di lino al giorno, accompagnati a una dieta con pochi grassi, abbassa la possibilità di sviluppare il cancro alla prostata.
I semi di lino (dalla pianta Linum usitatissimum) sono conosciuti sia per l’alto contenuto di minerali che per le proprietà emollienti e protettive. Famosi soprattutto nella cosmesi per la cura dei capelli, in realtà si rivelano utilissimi anche in ambito alimentare contro cistite e stipsi.
Gli Omega 3 sono acidi grassi molto importanti per la nostra salute, soprattutto per cuore e cervello. Se si è vegetariani o vegani i semi di lino possono essere una valida alternativa al salmone o al pesce azzurro in generale che ne sono ricchi. Questi semi infatti sono un’importante fonte di acido alfa linolenico, un grasso essenziale che possiamo assumere solo attraverso il cibo, perché il nostro corpo non è in grado di produrlo. Un solo cucchiaio di questi semi, contiene tre grammi di fibre, che corrispondono più o meno al 10% della razione giornaliera raccomandata. Le fibre contenute sono sia solubili, sia insolubili. Le prime formano una sorta di gel nel corpo che aiuta a rallentare l’assorbimento dei grassi e contribuisce alla sensazione di sazietà. Le seconde hanno la proprietà di aumentare il volume delle feci per facilitare il passaggio nell’intestino, oltre ad aiutare la digestione del cibo, accelerando il passaggio attraverso lo stomaco e l’intestino.

Contro la stitichezza
Per contrastare la stitichezza con i semi di lino, basta lasciarne riposare per una notte un cucchiaio in mezzo bicchiere d’acqua in modo da farli trasformare in una sorta di gel naturale, una sostanza mucillaginosa considerata benefica da assumere al mattino a stomaco vuoto per risvegliare l’intestino. Questo rimedio si può utilizzare anche ogni giorno finché non si vede migliorare drasticamente la propria regolarità intestinale.

In cucina
Il seme di lino ha un gusto insapore, proprio per questo non possiede qualità culinarie particolari; è certamente più apprezzato per le sue proprietà curative. La parte esterna dei semi di lino è particolarmente dura, perciò per utilizzarli in cucina vanno frantumati con l’aiuto di un mortaio.
 Come la maggior parte dei semi oleosi, i semi di lino sono perfetti per arricchire insalate o muesli.

I semi di lino rappresentano un ingrediente benefico utile da inserire nella dieta per favorire il buon funzionamento del nostro organismo e che giovano al nostro benessere.

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Ricetta pinzimonio classico e allo yogurt

Ricetta pinzimonio classico e allo yogurt

Il pinzimonio è una salsa a crudo in cui si possono intingere un misto di verdure crude tagliate a bastoncini.

Ottimo per rinfrescarsi la bocca dopo aver mangiato pasti abbondanti, un pasto frugale o perché no, creare un antipasto. Qui di seguito proponiamo due varianti.

Per preparare entrambe le salse, mondate le verdure e riducetele a bastoncini (eccetto i ravanelli e i pomodorini, che vanno divisi a metà). Disponete le verdure in un piatto da portata.

PINZIMONIO CLASSICO

In una ciotolina versate l’olio, aggiungete un pizzico di sale e quindi tritateci dentro il pepe fresco. Con una forchetta o una frusta da cucina vanno miscelati sbattendoli con una forchetta, in modo da formare un’emulsione. Il pinzimonio è pronto. Potete provare ad arricchila con delle spezie, o renderla piccante con del peperoncino.

PINZIMONIO ALLO YOGURT

 

Sua Maestà la… BIRRA!

Sua Maestà la… BIRRA!

Ultimamente c’è stata una rivalutazione: non solo il calice di vino può giovare alla nostra salute, ma anche la birra può essere ottima per i benefici che può recare al nostro organismo.
A dimostrarlo sono le numerose ricerche effettuate negli ultimi anni da varie Università: la sua preparazione a base di malto, luppolo e lievito, risale alle antiche popolazioni dei Sumeri e degli Egizi.

Si tratta di una bevanda molto antica, la cui preparazione nasce dalla fermentazione dei cereali, senza contare che nell’Antico Egitto veniva somministrata persino ai bambini, poiché considerata una vera e propria medicina. In questi casi veniva diluita con acqua e miele: un rimedio utile per i neonati quando le madri non avevano latte.

Non si dovrebbero mai bere più di 2 o 3 bicchieri da 250 ml di birra al giorno, per non superare le dosi di alcol che possiamo tollerare. Chi ha l’occasione di bere una buona birra artigianale potrà stupirsi delle proprietà e dei benefici che questa bevanda può fornire alla salute.

1) Riduce ansia e stress

Secondo uno studio condotto dai ricercatori dell’Università canadese di Montreal, bere 2 bicchieri di birra al giorno può essere un antidoto utile per combattere l’ansia e lo stress, soprattutto se connessi a una certa situazione lavorativa.

2) Migliora la digestione

La birra scura contiene circa 1 grammo di fibre solubili in ogni bicchiere da 300 millilitri, a differenza del vino che non contiene alcun tipo di fibra. La quantità di fibre presenti nella birra è comunque piuttosto ridotta, ma risultano comunque fondamentali per il transito intestinale e la digestione.

3) Aumenta il colesterolo buono

Secondo Eric Rimm, ricercatore di Harvard, le bevande alcoliche possono ridurre il rischio di ictus e attacchi cardiaci del 30%  incrementando il colesterolo buono.

4) Non fa ingrassare

Tutti sappiamo che le bevande alcoliche fanno ingrassare, ma non la birra: 100 ml di bassa gradazione variano dalle 30 alle 60 kcal per la birra a doppio malto. L’energia aumenta quanto più è alta la gradazione alcolica. Un consumo moderato e controllato della bevanda, non fa ingrassare.

5) Benefici per i reni

Uno studio finlandese rivela che la birra ha un impatto sui reni meno negativo rispetto ad altre bevande alcoliche. Consumare birra può contribuire a ridurre il rischio di sviluppo di calcoli ai reni fino al 40%. Favorisce la diuresi per la presenza di magnesio e potassio e, avendo un basso contenuto di sodio, aiuta il normale funzionamento dei reni.

Altre proprietà:

  • è utile a prevenire l’osteoporosi, perché fonte di silicio, una molecola organica fondamentale per la densità minerale dell’osso;
  • se assunta dopo l’esercizio fisico aiuta a reintegrare i liquidi e i sali minerali persi;
  • è fonte di antiossidanti naturali che contrastano i radicali liberi e riducono l’invecchiamento;
  • è fonte di vitamine del gruppo B, compresa la B12 per il corretto funzionamento del sistema nervoso e per la formazione delle cellule del sangue.

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Natale: 10 idee per deliziose tartine

Natale: 10 idee per deliziose tartine

Mancano ormai pochi giorni a Natale: è il momento di pensare al menu, a partire dagli antipasti. Tra i più classici antipasti per un cenone di Vigilia, o un pranzo di Natale perfetti e memorabili, non potranno mai mancare le tartine dai gusti variegati. Un modo pratico, veloce e gustoso per creare diverse tipologie di antipasti per accontentare più palati e rendere colorata e ricca la tavola natalizia. Un finger food pensato anche per accompagnare un aperitivo molto chic da stuzzicare durante il brindisi!

A rendere speciale il momento delle tartine è quell’aria di festa che avvolge i commensali che si troveranno a scoprire una piccola ricetta differente a ogni assaggio. Dunque non dovranno mancare ingredienti base molto diversi tra loro come salumi, pesce affumicato, formaggi e salse; ma anche verdure che accompagneranno una sofficissima fetta di pane.
Per ottenere una forma particolare basta usarne una formina per biscotti a forma di stella o albero di Natale.

  1. SALMONE E AVOCADO
    Inserire nel mixer il salmone norvegese affumicato, la robiola e un pizzico di erba cipollina tagliuzzata. Frullate il tutto fino a ottenere una crema omogenea. Aggiustate di sale e pepe. Spalmare il composto ottenuto sulla fettina di pane e guarnire con una fettina sottile di avocado.
  2. GAMBERETTI E SALE ROSA
    Spalmate il mascarpone sul pane e disponete gamberetti freschi sulla fetta; guarnire con sale rosa dell’Himalaya in grani.
  3. BURRATA E PANCETTA
    Tostate il pane e il bacon: create una crema passando la burrata con il frullatore ad immersione; quindi spalmatela e mettete una fetta sottile di pancetta e una di pomodoro.
  4. FUNGHI E ROBIOLA
    Spalmare la robiola sulla fettina di pane e adagiare funghetti precedentemente sgocciolati.
  5. SALSA AL PARMIGIANO E SPECK
    Fate scaldare 200ml di latte in un pentolino senza portarlo a bollore; nel frattempo, a parte, sciogliete 20gr di burro e aggiungere 20 gr di farina 00 a pioggia, mescolando con una frusta. Quindi, aggiungere anche il latte caldo a filo, sempre continuando a mescolare. Mettete il composto sul fuoco e fate addensare a fuoco basso. A questo punto spegnete la fiamma e aggiungete 100gr di parmigiano grattugiato, poco per volta, mescolando continuamente con le fruste. Spalmate sulla fettina di pane leggermente abbrustolito e guarnire con dello speck a cubetti.
  6. ‘NDUJA E RICOTTA
    In base ai vostri gusti, spalmare la ‘nduja su una fettina di pane e per guarnire, al centro, una punta di ricotta di pecora.
  7. BRIE E MELOGRANO
    Spalmate il brie sulla fetta di pane leggermente abbrustolito al forno: alla fine decorate con chicchi di melograno.
  8.  BARBABIETOLA E CAPRINO
    In un mixer frullate 20gr di noci con uno spicchio d’aglio, 20 ml di olio, un cucchiaio di aceto, sale e pepe. Aggiungete all’emulsione ottenuta 200gr di barbabietole bollite tagliate a pezzi (si trovano già pronte nel banco frigo); frullate tutto fino ad ottenere una crema e quindi aggiungete 150gr di yogurt greco; mixate fino ad ottenere una crema liscia ed omogenea. Spalmare il composto ottenuto su una fettina di pane abbrustolito e guarnire con una punta di caprino.
  9. GORGONZOLA E ZUCCA
    Spalmare un velo di gorgonzola sulla fettina di pane e adagiare zucca già pronta a cubetti o a fettine.
  10. RADICCHIO E LARDO DI COLONNATA
    Dopo averlo spadellato velocemente con un cucchiaio d’olio e aggiustato di sale e pepe, adagiare il radicchio su una fetta di pane; a completare, una fetta sottile di lardo di colonnata. Inserire il tutto in forno per circa 3 minuti affinché il lardo dia il suo sapore.

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Crusca d’avena: ricetta dolce e salata

Crusca d’avena: ricetta dolce e salata

La crusca d’avena è un alimento povero molto utilizzato ai tempi dei nostri nonni che di recente è stato riscoperto grazie al successo riscosso dalle diete proteiche. La crusca d’avena, tra le tante proprietà, è ricca di proteine, ha un basso indice glicemico, contiene molto acido folico e vitamine, abbassa il colesterolo “cattivo” e riduce l’assorbimento di grassi e zuccheri, aiutando il transito intestinale. Infine mantiene a lungo il senso di sazietà. Ne bastano 3 cucchiai al giorno per trarne il massimo beneficio.

Ma passiamo subito a cucinare questo alimento così fondamentale!

 

Biscotti alla crusca d’avena e cacao

Ingredienti:
– 80 gr di burro temp. ambiente
– 100gr di zucchero di canna
– 1 pizzico di bicarbonato
– essenza di vaniglia
– 100 gr di crusca d’avena
– 5o gr di farina 00
– 15 gr di cacao amaro

Preparazione: in una ciotola mettete il burro ammorbidito con lo zucchero di canna e montate il tutto fino a ottenere una crema. In una ciotola a parte mescola la crusca, la farina, il cacao ed il bicarbonato, infine aggiungi il tutto al composto. Mescolare finché non diventa omogeneo. Dare all’impasto la forma di un salame, avvolgerlo nella pellicola trasparente e metterlo in frigo a riposare per almeno 1 ora.

 

Focaccia di crusca d’avena

Ingredienti:
– 480 g di farina manitoba
– 120 g di crusca d’avena
– 400 ml di acqua calda
– 50 ml di olio extravergine d’oliva
– 1 cubetto di lievito di birra
– 1 cucchiaino di sale
– 1 cucchiaino di zucchero

Preparazione: versare dell’acqua tiepida in una ciotola per sciogliere il sale; aggiungere lo zucchero e mescolare, quindi unire l’olio e versare a pioggia metà dose di farina e metà di crusca d’avena. Utilizzare una forchetta per mescolare di nuovo, ottenendo una pastella piuttosto liquida. Sbriciolare il lievito e aggiungerlo agli ingredienti, di seguito la farina e la crusca tenute da parte, sempre continuando a mescolare. Rovesciare l’impasto sul tavolo infarinato e lavorarlo con le mani; adagiarlo su una teglia da forno e farlo lievitare in ambiente caldo per un paio d’ore. Una volta pronto, bagnarlo con olio extravergine d’oliva e salarne la superficie con sale grosso; lasciar lievitare per altri 30 minuti, quindi cuocere in forno ventilato a 220° per una ventina di minuti.

Quinoa, “la madre di tutti i semi”

Quinoa, “la madre di tutti i semi”

Quella della quinoa è una storia millenaria che nasce in Sudamerica: gli Inca la chiamavano chisiya mama, che in quechua vuol dire «madre di tutti i semi». Sembra un cereale ma non lo è e appartiene alla famiglia di spinaci e barbabietole. Priva di glutine ma ricca di proteine, carboidrati e fibra alimentare è adatta a chi soffre di celiachia.
Un alimento molto nutriente (100 grammi apportano circa 350 calorie): ecco perché il suo consumo è consigliato soprattutto a bambini, donne in gravidanza, sportivi e convalescenti, dimostrandosi anche una valida alternativa rispetto agli alimenti proteici di origine animale. La quinoa, essendo molto saziante può essere integrata nelle diete per controllare l’appetito, vista anche la sua utilità a migliorare le funzioni metaboliche aiutando a ridurre i livelli di trigligeridi, di insulina e di zuccheri nel sangue.
La riscoperta delle quinoa comincia negli anni ’70 del XX secolo quando, grazie alle sue eccellenti caratteristiche nutritive, è stata inserita dalla NASA tra le specie vegetali candidate a sostenere la vita degli astronauti durante le lunghe missioni spaziali.

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