Avena: un cereale antico dalle proprietà benefiche

Avena: un cereale antico dalle proprietà benefiche

Ricavata da un cereale in chicco ricco di proprietà benefiche l’avena è una pianta erbacea che può essere gustata sia sotto forma di fiocchi che al naturale. Solitamente ben tollerata anche da chi soffre di celiachia, presentando una tossicità pressoché nulla per i celiaci, è un cereale in grado di fornire all’organismo energia a lungo termine non provocando dei picchi insulinici.

Un aiuto per la digestione e la salute

L’avena ha un elevato contenuto di fibre che garantisce il corretto funzionamento dell’intestino e aiuta la digestione, oltre a placare l’appetito e normalizzare il peso corporeo. I chicchi contengono un 60-70% di amido e altri glucidi (carboidrati); un 14% di proteine e un 7% di lipidi (grassi), all’interno dei quali si trova una significativa percentuale di lecitina; fornisce un importante contributo per la riduzione del colesterolo e dà ottimi risultati in caso di depressione, nervosismo, insonnia ed esaurimento fisico o mentale.

Inoltre è un cereale altamente benefico per tutti, consigliato anche per bambini e convalescenti, che aiuta vegetariani e vegani nell’assunzione degli amminoacidi essenziali necessari per la formazione delle proteine.
L’avena è in grado di aiutare l’organismo a proteggersi dai tumori e di inibire la proliferazione delle cellule tumorali grazie a dei potenti antinfiammatori, dei particolari composti fenolici azotati che prendono il nome di avenantramidi.

Come consumare l’avena

All’inizio della giornata per arricchire una buona colazione, oppure al pomeriggio per una gustosa merenda, è possibile utilizzare i nostri fiocchi d’avena accompagnandoli con frutta fresca di stagione, frutta secca o frutta essiccata. Si tratta di un alimento molto versatile che si adatta bene a tanti tipi di accompagnamenti ed è capace di esaltarne il gusto dando un contributo anche al benessere fisico e mentale.

Per arricchire le colazioni o le merende è possibile anche aggiungere la Crusca d’avena allo yogurt o al latte o ad impasti dolci e salati. Se la si vuole invece mangiare a pranzo o cena uno dei modi migliori è quella di aggiungerla a delle zuppe o minestre, oppure realizzando una vellutata che sarà una vera e propria crema simile al semolino ma più gustosa.

 

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Semi di sesamo: quando basta poco per rendere speciale un piatto

Semi di sesamo: quando basta poco per rendere speciale un piatto

Il sesamo deriva da una pianta erbacea originaria dell’India ed è uno dei semi da olio più utilizzati e le suoi origini risalgono a migliaia di anni fa e già greci, persiani ed egizi se ne servivano.

I semi di sesamo rientrano nella categoria dei “semi oleosi“, alimenti dalle molteplici proprietà nutritive recentemente riscoperti da dietologi e nutrizionisti grazie all’elevato contenuto di acidi grassi, proteine e sali minerali. Ideali per contrastare osteoporosi e malattie cardiovascolariconsentono di tenere a bada il colesterolo e favorire la motilità intestinale. Utilizzare regolarmente in cucina questo particolare alimento, non può che apportare vantaggi per la salute ed il benessere.

I semi di sesamo trovano applicazione in numerose ricette, poiché si sposano alla perfezione con diversi alimenti. Dai panini ai croissant salati, dal sushi al pollo, dai gamberi alle nocciole, praticamente non esiste piatto che non possa essere arricchito, nel gusto e nei contenuti, da questi salutari semi.

Tra le preparazioni a base di semi di sesamo più conosciute in Italia, soprattutto in Sicilia, dove diventa addirittura un alimento tradizionale, c’è il pane, presentato sotto forma di soffici panini tondi o di morbide trecce.

I semi di sesamo sono un ottimo aiuto in cucina: il loro sapore ricorda quello delle noci, soprattutto quando vengono tostati e possono essere utilizzati per preparare piatti dolci, salati e panificazioni.

Ottimi alleati in cucina, possono essere aggiunti a crudo o dopo essere stati  tostati.
Averli in casa, tra le varie spezie e le erbe aromatiche è molto utile poiché possono essere utilizzati in ricette nuove, aiutando a stimolare la creatività, oppure possono essere usati per svecchiare le classiche preparazioni di sempre, magari per una cena in casa improvvisata, quelle che capitano proprio quando non abbiamo neanche il tempo di uscire a fare la spesa. Un vero proprio jolly in cucina da non sottovalutare.

 

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Il cioccolato: un alimento curioso tutto da scoprire!

Il cioccolato: un alimento curioso tutto da scoprire!

L’Eurochocolate ci dice che “cioccolato” è da definirsi un prodotto costituito da granelli di cacao, cacao magro e cacao in polvere, saccarosio e burro di cacao, con queste specifiche: la parte derivante dal cacao deve essere almeno il 35%, il cacao magro almeno il 14% e il burro di cacao almeno il 18%.
Il cioccolato al latte fu creato dallo svizzero Daniel Peter nel 1875, dopo 8 anni di tentativi. Quello al gianduia fu un’invenzione torinese: nel 1806 era difficile rifornirsi di cacao a causa del blocco napoleonico, così alcuni cioccolatieri pensarono di miscelarlo con le nocciole piemontesi. Le prime tavolette di cioccolato? Risalgono al 1847 e le inventò il negozio Fry and Sons di Bristol (Inghilterra).

La provenienza geografica. Nonostante le sue origini amazzoniche, quasi il 70% del cacao proviene dall’Africa. La Costa d’Avorio è il più grande produttore (37% di tutto cacao del mondo). Subito dopo ci sono Ghana (21%) e Indonesia (14%).

Gli effetti sulla fame. La polvere di cacao è naturalmente amara, senza zucchero, a basso contenuto di grassi e ad alto contenuto di antiossidanti rispetto ad altri tipi di cioccolato. Il trattamento alcalinizzante, che rende il sapore più morbido, elimina in modo significativo la quantità di antiossidanti. Secondo uno studio dell’Università di Copenaghen, mangiare cioccolato al 70% di cacao soddisfa l’appetito, riducendo la fame più di quanto faccia il cioccolato al latte.

Perché fa bene. Ci sono molte evidenze scientifiche sulle proprietà salutari del cacao (amaro, da non confondere col cioccolato al latte o edulcorato). Secondo uno studio dell’Università di Cambridge, pubblicato sul British Medical Journal, un cioccolatino al giorno (circa 7,5 grammi) ridurrebbe di un terzo il rischio di sviluppare infarto (37%), ictus (29%) o di diventare diabetici (31%).

Una curiosa caratteristica chimica. Il cioccolato è una delle poche sostanze commestibili a fondere a circa 34 ° C, appena al di sotto della temperatura del corpo umano. Ecco perché si scioglie così facilmente sulla lingua.

Razione K. Durante a seconda guerra mondiale, una tavoletta di cioccolato faceva parte della Razione K dell’esercito americano. Si trattava di tavolette capaci di resistere alle alte temperature, per rifondere di energia i soldati. Si narra che anche Napoleone consumasse cioccolato per riprendersi dopo una lunga battaglia.

Il cioccolato fa bene alla pelle. Grazie ai nutrienti contenuti (a partire da rame, ferro e zinco che rigenerano le cellule) e alle sue proprietà (tra cui quella di agire da fotoprotettivo) il cioccolato fa bene alla pelle, aiuta a renderla idratata, liscia, elastica e più morbida. Il consumo di cioccolato, ovviamente senza esagerare, ritarda l’invecchiamento dei tessuti e riduce la produzione di ormoni dello stress a vantaggio della produzione di neurotrasmettitori del buon umore. Meno stress significa anche lineamenti del viso più distesi, minore rottura del collagene e meno rughe.

Il cioccolato è anche rosa. Al latte, fondente, bianco, esistono tre grandi tipi di cioccolato e tante varianti (con frutta secca, riso soffiato, canditi, “ripieno” etc.) ma forse non sapevate che esiste anche che in commercio, esiste il cioccolato rosa o ruby chocolate. Il “quarto cioccolato” è un cioccolato naturale, dal sapore molto caratteristico, con un retrogusto gradevolmente acido, prodotto senza bacche, aromi di bacca o coloranti.

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Il farro: un frumento antico ritrovato

Il farro: un frumento antico ritrovato

Il farro è un tipo di frumento che risale al Neolitico le cui origini si possono collocare in Medio Oriente vicino a quello che ora è l’Iran ma che oggi è coltivato in tutto il mondo.

Tempo dopo è stato usato dai legionari romani che ne facevano delle gallette da portare con se quando dovevano viaggiare. La popolarità del farro è cresciuta a tal punto che in alcune zone è stato usato anche come offerta agli dei dell’agricoltura per incoraggiare un buon raccolto e la fertilità.

Il suo guscio duro protegge le bacche da parassiti, dalle malattie e dalle sostanze chimiche meglio di molti altri cereali, che rendono il farro il grano più desiderabile. La maggior parte delle bacche di farro è lievemente rossastra in colore ed è simile a un chicco di riso.

Il farro contiene più proteine del grano e ha proteine più facili da digerire. Ciò significa che alcune persone che sono allergiche al grano possono tollerare il farro, ma non è comunque adatto a chi è intollerante al glutine.

Benefici

I benefici del farro derivano dalle sue innumerevoli proprietà nutrizionali: questo cereale, considerato il più antico tipo di frumento coltivato, specialmente il farro integrale, contiene un altissima percentuale di fibre, anche in misura maggiore rispetto al farro perlato. Perciò è un cereale che aiuta nelle funzioni intestinali e dona sazietà.

E’ altamente digeribile aiutando la digestione e proteggendo l’apparato digerente da malattie come, ad esempio, la gastrite o disturbi che interessano questa parte dell’organismo. Povero di grassi e calorie è consigliato nelle diete dimagranti perché ha un potere saziante; motivo per cui aiuta a limitarsi nelle quantità di cibo, restando in forma più facilmente.
Il farro vanta proprietà depurative: l’alto contenuto di fibre insolubili è, infatti, di aiuto per la pulizia dell’intestino e, dunque, favorisce una maggiore depurazione dell’organismo.
Il farro contiene una sostanza chiamata niacina, che abbassa i livelli di colesterolo LDL nel sangue e, di conseguenza, ridurrebbe il rischio cardiovascolare.
Infine, il consumo di farro è in grado di ridurre il rischio di contrarre il diabete di tipo 2: il merito è dell’elevato contenuto di elementi nutritivi e fibre, che contribuiscono alla prevenzione di ischemie, obesità e insulino-resistenza.

Come cucinarlo

Ma come si cucina? Il procedimento è davvero semplice, basterà “trattarlo” come del semplice riso. Quindi si potrà far bollire il farro (perlato o integrale) in abbondante acqua salata, per poi scolarlo, nel caso in cui si voglia gustarlo in insalate fredde o semplicemente con un filo di olio a crudo o salsa di pomodoro.
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Mirtillo nero… una bacca piccola ma potente!

Mirtillo nero… una bacca piccola ma potente!

Il mirtillo nero (Vaccinium Myrtillus)  cresce spontaneamente nella zona submontana e montana e si adatta ai climi più rigidi e ostili. I suoi frutti bacchiformi sono in realtà false bacche (come le banane e l’anguria). Questa piccola bacca è un vero portento per la salute del nostro organismo: dal bruciare in grassi in eccesso a migliorare le nostre capacità mnemoniche, ad essere antinfiammatori naturali. Sono inoltre molto versatili: infusi, succhi, estratti, freschi, mescolati in piatti dolci e salati… i mirtilli neri si possono consumare in tutte le salse! Si è rivelato molto utile a scopo terapeutico nel caso si utilizzano le foglie e i frutti raccolti in estate ed essicati. Ma il mirtillo nero può anche essere consumato fresco o usato per preparare deliziosi succhi e squisite marmellate.

Ma vediamo 10 motivi per mangiarli:

1. Sono i re degli antiossidanti

La buona quantità di antiossidanti che contengono, contribuiscono a rallentare il processo di invecchiamento cellulare: le vitamine A e C presenti nel mirtillo contribuiscono alla salute del collagene, preposto alla rigenerazione cellulare della cute. Insomma, meno rughe con i mirtilli o più tardi, come anche borse sotto gli occhi e altri sgradevoli inestetismi, anche grazie alla capacità del mirtillo di mantenere la nostra pelle idratata.

2. Possono abbassare la pressione sanguigna

I mirtilli hanno benefici significativi nelle persone con pressione sanguigna alta (ipertensione), uno dei fattori di rischio delle malattie cardiache.  Considerando che la pressione alta è uno dei principali fattori di rischio di infarto e ictus, le implicazioni sono davvero interessanti e le proprietà del mirtillo possono aiutare.

3. Sono eccellenti bruciagrassi

I catechini presenti nei mirtilli attivano i geni addominali: sono quindi straordinari alleati nella lotta contro il peso.

4. Possono migliorare la memoria

Non ti ricordi se hai chiuso la macchina? Il mirtillo può essere un tuo grande amico.
Le antocianine, potenti antiossidanti, danno al mirtillo il suo caratteristico colore violaceo e bluastro, ma sono anche alleati della memoria, perché incrementano l’attività mnemonica.
Il consumo quotidiano di succo di mirtillo nero porta a un significativo miglioramento delle nostre facoltà mnemoniche dopo sole 12 settimane.

5. Aiutano a combattere le infezioni del tratto urinario

Le infezioni del tratto urinario sono un problema molto comune nelle donne. E’ cosa nota che il succo di mirtilli rossi può aiutare a prevenire questo tipo di infezione. I mirtilli sono molto simili al mirtillo rosso o cranberry e contengono diverse sostanze attive simili a quelle contenute nel cranberry. Queste sostanze aiutano a impedire che batteri come l’Escherichia Coli si attacchino alle pareti della vescica.

6. Aiutano a ridurre i danni muscolari dopo l’esercizio fisico intenso

Un esercizio fisico intenso può portare a dolore e fatica muscolari. Questo è dato, in parte, all’infiammazione locale e allo stress ossidativo nel tessuto muscolare. I mirtilli possono ridurre il danno che si verifica a livello molecolare, riducendo il dolore e migliorando la performance muscolare.

7. Sono antinfiammatori

Mangiare mirtilli può alleviare le infiammazioni, tra cui l’artrite reumatoide e infiammazioni cutanee. Oltre ad essere un antidolorifico, il mirtillo nero è quindi un prezioso antinfiammatorio naturale!

8. Proteggono la salute visiva

Il mirtillo nero migliora la visione notturna e la fatica visiva. Favorisce inoltre la rigenerazione dei tessuti della retina ed è utile anche in caso di disturbi vascolari dell’occhio. Per questo viene raccomandato nel prevenire e combattere le malattie degli occhi. Se vuoi vedere meglio e prenderti cura dei tuoi occhi, bevi tanto succo di mirtillo nero!

9. Contro il mal di pancia

Il mirtillo nero è ricco di sostanze che impediscono lo sviluppo di batteri: per questo è efficace nel trattare disturbi del tratto digerente come le indigestioni o le infiammazioni intestinali. E grazie alla sua azione astringente favorisce la guarigione.

10. Sono un ottimo spuntino

Sono deliziosi, sono piccolini e facili da trasportare: insomma, i mirtilli possono costituire uno spuntino ottimale durante la giornata! Si possono congelare, per poi utilizzarli per impreziosire un’insalata vanno benissimo anche per la colazione e come dessert. E sono decisamente poco calorici.
Insomma, non ci sono scuse: devi mangiare più mirtilli!

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Marmellata o Confettura?

Marmellata o Confettura?

Confondiamo marmellata e confettura, perché nel linguaggio comune le due parole sono considerate sinonimi. In realtà si tratta di due prodotti ben distinti, seppur evidentemente simili.

Ecco la differenza.

La Comunità Europea stabilì, fin dal 1979, che la marmellata è un prodotto fatto di zucchero e agrumi (arancia, mandarino, limone, cedro, bergamotto, pompelmo). Le parti di agrumi utilizzabili sono polpa, purea, succo, estratti acquosi e scorza. La differenza la fa anche la percentuale di frutta usata per il preparato: nel caso della marmellata deve essere almeno del 20 per cento, e invece, per quanto riguarda la confettura e la confettura extra, si parla rispettivamente di 35 per cento e 45 per cento.

La confettura fu definita invece come il prodotto contenente zucchero e polpa (o purea) di tutti gli altri tipi di frutta. La percentuale di frutta non può essere quindi inferiore al 35% (con differenze anche notevoli a seconda del frutto usato), ma sale al 45% nel caso della “confettura extra“.

C’è una terza categoria: la composta. In questo caso si ritiene che la percentuale di frutta non debba essere inferiore ai due terzi. Nella composta lo zucchero aggiunto è sensibilmente minore, così come il conseguente apporto calorico.

Naturalmente tutte le precisazioni fornite qui sopra tornano utili quando ci accingiamo a comprare un prodotto, perché conoscere le nomenclature ufficiali e le normative che regolano la produzione dei generi alimentari è sempre consigliato. Ma poi, ammettiamolo, conoscere la differenza tra marmellata e confettura è una carta da giocarsi per fare la figura di chi la sa lunga con amici e familiari, magari davanti a una bella colazione durante le vacanze estive!

 

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Le patate, amiche della salute

Le patate, amiche della salute

Fritte, al forno, in padella, lesse, in crema: le patate sono una delizia autentica così incredibilmente versatili da soddisfare ogni palato. Non molti sanno, però, che per godere appieno di tutte le proprietà che offrono, bisognerebbe mangiarle con la buccia: il loro rivestimento è una vera e propria riserva di vitamine per il nostro corpo. C’è da dire che il loro contenuto di vitamina C è simile a quello di un’arancia e che sono quasi allo stesso livello delle banane in quanto a riserva di potassio.
Ma passiamo ai 5 motivi per cui non possiamo fare a meno delle patate:

1) CONTENGONO POTASSIO
Sono piene di potassio. Una patata grande, cucinata con la buccia, contiene 1600 milligrammi di potassio, quasi la metà della dosa consigliata in un giorno e 4 volte in più del contenuto di una banana, famosa per essere una riserva di potassio. Oltre a svolgere un ruolo importante nell’idratazione del corpo, il potassio è utile per regolare la pressione.
2) TENGONO IN SALUTE L’INTESTINO
L’arma vincente delle patate sta nell’amido resistente, che è considerato una fibra alimentare perché non viene digerito nell’intestino tenue, raggiungendo il colon praticamente intatto e operando praticamente quasi come fosse un prebiotico, perché non venendo assorbito, è utilizzato dalla flora intestinale. Lo ha dimostrato uno studio della British Nutrition Foundation e dello University College di Dublino.
 Lo studio è particolarmente importante perché è una revisione della maggior parte dei lavori sul tema condotti negli ultimi dieci anni sull’amido resistente.
3) SONO UNA RISERVA DI VITAMINA C
La buccia è poi una valida riserva di vitamina C. Una patata abbastanza grande ha più di un terzo delle vitamine contenute nelle arance. Oltre a rafforzare il sistema immunitario, la vitamina C funziona come antiossidante e accelera il processo di rimarginazione delle ferite.

4) HAI MAI SENTITO PARLARE DI “MANGANESE”?
Il manganese è un oligoelemento, attivatore di numerosi enzimi ed essenziale per la salute dell’uomo. Svolge un ruolo importante nel “processare” le proteine e i carboidrati. Una patata grande può contenerne il 33% della dose giornaliera raccomandata.
5) HANNO UN POTERE SAZIANTE
Le patate sono riconosciute come uno degli alimenti più sazianti in assoluto. Uno studio dell’Università di Sydney ha dimostrato ad esempio che le patate bollite sono sette volte più sazianti dei croissant.

Se consumate con moderazione le patate possono essere alleate della nostra salute. Specie se mangiate con la buccia hanno una buona quantità di vitamine e sali minerali, oltre che di fibre.

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La segale: l’antico cereale di montagna

La segale: l’antico cereale di montagna

Le sue origini risalgono all’età del Bronzo (3500 – 1200 a.C.): un antico cereale che è entrato a far parte della nostra alimentazione grazie alla sua resistenza al freddo ed alle altitudini. Oggi la Secale cereale viene coltivata in diverse parti del mondo come Italia, Francia, Russia e Germania. Da noi viene coltivata, seppur in misura minore, principalmente in Sud Tirolo, Friuli, Lombardia e Piemonte: si adatta bene come l’avena anche ad altitudini elevate e resiste ai climi freddi; cresce in terreni difficili e poveri (steppa, brughiera) e matura in fretta.

Ricco di proprietà nutritive, conosciuto per l’alto contenuto di fibre la segale è utile per l’intestino e la flora intestinale, ma svolge anche un’azione antiarteriosclerotica: da non tralasciare che è l’unico cereale che viene consumato quasi esclusivamente sottoforma di pane.

La segale è adatta per favorire la digestione e ha un ruolo importante nella protezione del cuore e nella prevenzione di diverse malattie cardiovascolari, come l’ipertensione: questo prezioso cereale vanta, infatti, un’azione anti-arteriosclerotica e protettrice dei vasi sanguigni, grazie alla presenza della lisina. Inoltre vanta proprietà depurative e disintossicanti che la rendono alleata di reni e fegato.

La segale è conosciuta anche per i suoi ottimi valori nutrizionali: contiene acqua, carboidrati, proteine, fibre, sali minerali – come ferro, fosforo, magnesio, sodio, calcio, selenio, zinco, rame, manganese e potassio– vitamine – come quelle del gruppo B, la vitamaina A la vitamina E, la vitamina K e la J – e i seguenti amminoacidi: alanina, arginina, acido aspartico e glutammico, glicina, isoleucina, fenilalanina, istidina, leucina, metionina, lisina, triptofano, valina, prolina, serina, treonina e tirosina.

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Semi di lino: un toccasana per capelli e salute

Semi di lino: un toccasana per capelli e salute

Uno studio del Dipartimento di Scienze Naturali dell’Università di Toronto in Canada ha osservato che chi ha inserito i semi di lino nella propria dieta ha un rischio minore di tumore al seno, soprattutto tra le donne in menopausa. La Duke University di Durham in North Carolina ha anche dimostrato che mangiare 30 grammi di semi di lino al giorno, accompagnati a una dieta con pochi grassi, abbassa la possibilità di sviluppare il cancro alla prostata.
I semi di lino (dalla pianta Linum usitatissimum) sono conosciuti sia per l’alto contenuto di minerali che per le proprietà emollienti e protettive. Famosi soprattutto nella cosmesi per la cura dei capelli, in realtà si rivelano utilissimi anche in ambito alimentare contro cistite e stipsi.
Gli Omega 3 sono acidi grassi molto importanti per la nostra salute, soprattutto per cuore e cervello. Se si è vegetariani o vegani i semi di lino possono essere una valida alternativa al salmone o al pesce azzurro in generale che ne sono ricchi. Questi semi infatti sono un’importante fonte di acido alfa linolenico, un grasso essenziale che possiamo assumere solo attraverso il cibo, perché il nostro corpo non è in grado di produrlo. Un solo cucchiaio di questi semi, contiene tre grammi di fibre, che corrispondono più o meno al 10% della razione giornaliera raccomandata. Le fibre contenute sono sia solubili, sia insolubili. Le prime formano una sorta di gel nel corpo che aiuta a rallentare l’assorbimento dei grassi e contribuisce alla sensazione di sazietà. Le seconde hanno la proprietà di aumentare il volume delle feci per facilitare il passaggio nell’intestino, oltre ad aiutare la digestione del cibo, accelerando il passaggio attraverso lo stomaco e l’intestino.

Contro la stitichezza
Per contrastare la stitichezza con i semi di lino, basta lasciarne riposare per una notte un cucchiaio in mezzo bicchiere d’acqua in modo da farli trasformare in una sorta di gel naturale, una sostanza mucillaginosa considerata benefica da assumere al mattino a stomaco vuoto per risvegliare l’intestino. Questo rimedio si può utilizzare anche ogni giorno finché non si vede migliorare drasticamente la propria regolarità intestinale.

In cucina
Il seme di lino ha un gusto insapore, proprio per questo non possiede qualità culinarie particolari; è certamente più apprezzato per le sue proprietà curative. La parte esterna dei semi di lino è particolarmente dura, perciò per utilizzarli in cucina vanno frantumati con l’aiuto di un mortaio.
 Come la maggior parte dei semi oleosi, i semi di lino sono perfetti per arricchire insalate o muesli.

I semi di lino rappresentano un ingrediente benefico utile da inserire nella dieta per favorire il buon funzionamento del nostro organismo e che giovano al nostro benessere.

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Ricetta pinzimonio classico e allo yogurt

Ricetta pinzimonio classico e allo yogurt

Il pinzimonio è una salsa a crudo in cui si possono intingere un misto di verdure crude tagliate a bastoncini.

Ottimo per rinfrescarsi la bocca dopo aver mangiato pasti abbondanti, un pasto frugale o perché no, creare un antipasto. Qui di seguito proponiamo due varianti.

Per preparare entrambe le salse, mondate le verdure e riducetele a bastoncini (eccetto i ravanelli e i pomodorini, che vanno divisi a metà). Disponete le verdure in un piatto da portata.

PINZIMONIO CLASSICO

In una ciotolina versate l’olio, aggiungete un pizzico di sale e quindi tritateci dentro il pepe fresco. Con una forchetta o una frusta da cucina vanno miscelati sbattendoli con una forchetta, in modo da formare un’emulsione. Il pinzimonio è pronto. Potete provare ad arricchila con delle spezie, o renderla piccante con del peperoncino.

PINZIMONIO ALLO YOGURT